Filando stupore nel cielo
I presepi di Maria Lai.
Un'opera videoartistica di Francesco Casu.
"Se re magi e pastori seguirono la cometa nella notte gelata non fu per un'indagine astronomica.
Fu un impegno a mettersi in discussione con l'infinito."
Maria Lai
"I presepi di Maria sono alvei di silenzio e stupore iniziale, riposano in sè come alfabeto da decifrare".
Le parole di Francesco Casu sono significative per comprendere la sua operazione di videoarte: avvicinarsi all'opera, entrare in contatto col suo mistero, decifrarla con la propria esperienza estetica e soprattutto umana, creando percorsi che il solo occhio non sa praticare.
La videocamera, particolarmente docile nelle mani di Casu, guarda i presepi di Maria da più angolazioni, se ne appropria nelle più riposte sfumature di atteggiamenti, di materia e di rezione alla luce.
Tutte le prerogative del mezzo vengono utilizzate. I presepi, dalla dimensione intima si amplificano, in uno straordinario potenziamento degli spazi. Quello di Casu è un viaggio con i fili di Maria come guida, "un viaggio stellare, cosmico e universale che asseconda la fame di infinito dell'uomo".
Francesca Angela Zaru
Filando stupore nel cielo è un'intervento di videoarte del regista multimediale Francesco Casu che da diversi anni esplora le possibiltà offerte dalle nuove tecnologie per creare installazioni di forte suggestione poetica.
Si apre con quest'opera un ciclo che vede coinvolti artisti di valore internazionale re-interpretati dall'occhio elettronico di Casu.
La prima artista è Maria Lai con la quale il regista ha già collaborato in altre occasioni, ricordiamo la mostra multimediale "Abitare la musica", il film per la RAI "Fili di memoria" e l'audio-libro "Tenendo per mano il sole".
Il videoartista rilegge i presepi di Maria Lai, trasformandoli in una installazione nella quale essi lasciano spazio intimo e privato della casa per entrare nel tessuto urbano, attraverso una videoproiezione che si staglia imponente di fronte alla piazza Carlo Alberto di Cagliari su un vecchio palazzo di via Lamarmora nel cuore del quartiere Castello.
Gli spazi cosmici dei tessuti di Maria Lai vengono esplorati con inquadrature lente che in un gioco di continue dissolvenze lasciano emergere il variegato mondo iconografico dell'artista.
Un profondo senso del mistero e della sacralità avvolge le figure, che si muovono verso l'infinito. Le immagini, appositamente girate per l'occasione, mostrano la varietà di materiali, stili e interpretazioni del presepe stesso.
Maria Lai ha infatti realizzato, nel suo lungo cammino artistico, i suoi presepi con molte materie diverse: terracotta, legni, stoffe, pane, pietre, sabbia. Qualche volta predisponendoli secondo l'impostazione consueta della tradizione religiosa, più spesso isolandone frammenti e riproponendoli al di là di una dimensione simbolica assestata.
Le sue figure della natività hanno incrociato tecniche e linguaggi differenti, accumulando significati e allontanandosi progressivamente dal senso comune della storia sacra: ora fiaba dalla grazia infantile, ora metafora della tensione umana verso l'ignoto, hanno segnato di volta in volta un punto di incontro diverso tra la memoria collettiva del rito natalizio e il percorso individuale dell'artista.
L'opera di videoarte sarà visibile a Cagliari, in via Lamarmora 72, dalla sera di venerdì 16 dicembre, giorno di inizio della Novena natalizia, sino alla notte del 6 gennaio, giorno dell'Epifania.
La videoproiezione avverrà a rotazione dalle ore 18 alle ore 23 di ogni giorno. La notte di Natale verrà protratta fino alle ore due del mattino.
Ideazione e regia: Francesco Casu
Organizzazione e coordinamento: Luca Sorrentino